3.2 Sviluppare un piano d’azione per l’inclusione, il mantenimento e il ritorno al lavoro: 7 tips per i manager.

TIP 1

dentificare azioni che siano realistiche, fattibili e misurabili: gli accomodamenti ragionevoli

I manager dovrebbero lavorare con i lavoratori che chiedono accomodamenti ragionevoli per determinare se la richiesta sia necessaria. È importante fornire un accomodamento ragionevole per consentire a una persona qualificata con una malattia cronica di svolgere le funzioni essenziali del suo lavoro. Ciò può includere modifiche o adattamenti all’ambiente di lavoro, nonché l’accesso alle mense, alle riunioni, agli eventi sociali, ecc.

TIP 2

Definire la job description e sviluppare una timeline
specifica per portare a termine queste azioni.

Una job description dettagliata e precisa permette alla direzione e al lavoratore di essere allineati e concordi rispetto alla definizione delle attività da svolgere, e i
lavoratori si possono avvalere dell’aiuto di cui hanno bisogno per svolgere le mansioni più importanti.

TIP 3

Discutere con i lavoratori i diversi tipi di accomodamento ragionevole che potrebbero essere adeguati e quelli che preferiscono

I lavoratori sanno meglio di chiunque altro quello che possono e non possono fare e sono predisposti verso gli accomodamenti che essi stessi hanno suggerito. Ciò non
significa che esistono soluzioni valide per tutte le aziende. Il lavoratore che assembla dispositivi in catena di montaggio, ad esempio, verosimilmente non potrà svolgere la sua mansione da casa. Ad ogni modo, se un lavoratore propone un’idea non fattibile, non è opportuno respingerla subito. Bisogna invece dedicare tempo all’ascolto. È opportuno spiegare i motivi per cui quella soluzione specifica non è idonea e trovare un’alternativa praticabile.

TIP 4

Identificare le risorse necessarie per completare le
attività, compresi i piani per acquisirle

È importante capire se un lavoratore che non è più in grado di lavorare a tempo pieno può essere in grado di lavorare a tempo parziale o fare parte del lavoro da casa. Inoltre è fondamentale verificare se i lavoratori possono venire a lavorare prima o rimanere più tardi per recuperare il tempo perso per gli appuntamenti medici. Se, per esempio, un lavoratore è un operaio addetto a una macchina e non è più in grado di svolgere fisicamente i suoi compiti, il manager dovrebbe esplorare la possibilità di trasferirlo ad una mansione più simile al lavoro d’ufficio, o assegnargli progetti speciali che possono comunque essere di aiuto per l’azienda.

TIP 5

Sviluppare strategie affinché i lavoratori rimangano
“connessi” all’azienda

In genere i lavoratori affetti da malattie croniche si sentono isolati dai colleghi e da tutto quello che accade al lavoro. È necessario adoperarsi per includerli nelle riunioni (conferenze telefoniche o video-chat se lavorano da casa) e coinvolgerli in eventi sociali per mantenere sistematicamente vivo il contatto. Se continuano a venire
coinvolti, è probabile che si sentano apprezzati all’interno del team e percepiscano che l’azienda presta loro attenzione.

TIP 6

Coinvolgere medici del lavoro per valutare l’interazione tra il lavoro e la salute

Un medico del lavoro è un dottore specializzato nella gestione delle condizioni di salute lavoro-correlate. Mentre i luoghi di lavoro diventano più complessi, i medici del lavoro giocano un ruolo importante nel consigliare le persone su come il loro lavoro possa condizionare la loro salute e viceversa. Fanno un passo indietro e valutano l’ambiente individuale, così come il modo in cui la loro salute in generale possa influenzare la loro abilità di lavoro.
Possono formulare e amministrare programmi di salute per i lavoratori, fare dei piani e delle raccomandazioni riguardo la salute e l’eliminazione di pericoli per la stessa.

TIP 7

Promuovere consapevolezza sulle malattie croniche tra tutti i lavoratori

I manager dovrebbero pensare ad azioni specifiche verso l’intero team di lavoro, per sconfiggere l’ignoranza riguardo alle condizioni croniche così che tutti possano
capire il valore dell’inclusione e per superare lo stigma e la discriminazione. Ciò potrebbe essere fatto ad esempio attraverso corsi online, la distribuzione di schede
informative o con l’intervento di esperti esterni. Non aiuterebbe solo a sconfiggere l’isolamento dei lavoratori con condizioni croniche, ma aiuterebbe anche nel fare
accettare e comprendere ai lavoratori sani eventuali differenze nel trattamento e negli aiuti ricevuti.

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