Introduzione

La sfida

Ogni impresa dipende da manager che siano in grado di gestire i cambiamenti che impattano sulle dinamiche del lavoro, ma anche che afferiscono all’ambiente lavorativo e ai lavoratori. Una delle principali sfide dell’ultimo decennio è legata all’aumento del numero dei lavoratori affetti da malattie croniche e dal fatto che spesso i manager non sono in grado di riconoscere se i loro lavoratori, in particolare coloro che soffrono di problemi di salute, possono continuare a lavorare. Le malattie croniche influenzano profondamente i manager che si trovano a gestire aspetti cruciali dell’organizzazione lavorativa quali le assenze, le questioni legate ai costi per mantenere o sostituire lavoratori malati e le varie politiche aziendali.

La risposta

Il Training tool è stato sviluppato all’interno del progetto CHRODIS PLUS per aiutare i manager a comprendere i vantaggi dell’inclusione, dell’inserimento, del mantenimento e del reinserimento al lavoro delle persone affette da malattie croniche. Esso è stato creato per formare manager che sappiano valutare l’inclusività e le capacità lavorative del proprio team con l’obiettivo di creare ambienti favorevoli al conseguimento dei risultati organizzativi, quali: maggior produttività, maggior soddisfazione professionale e maggior impegno organizzativo da parte di tutti i lavoratori.

1. A chi si rivolge il
Training Tool?

Il training tool si rivolge ai manager di piccole, medie e grandi
imprese, in particolare:

  • Dipartimento delle risorse umane
  • Vertici aziendali e top management
  • Lavoratori incaricati di occuparsi della
    salute e della sicurezza sul posto di
    lavoro
  • Vari attori coinvolti (ad esempio fornitori
    di servizi di assistenza per la salute
    occupazionale)

2. Perchè ai manager serve il Training Tool?

Una buona gestione aziendale implica prima di tutto il prendersi cura della risorsa più importante dell’organizzazione: i lavoratori. Un manager dovrebbe infatti possedere competenze differenti nella conduzione del proprio team, incluso anche essere a conoscenza della salute dei propri lavoratori e del loro benessere. Sul luogo di lavoro spesso mancano informazioni in merito alle abilità e alle capacità lavorative che hanno le persone affette da malattie croniche. Talvolta tale situazione provoca stigmatizzazione e porta ad una informazione inappropriata della malattia. Ciò può tradursi ad esempio in mancanza di supporto al momento del rientro al lavoro dopo un congedo per malattia, in difficoltà dopo un’assenza prolungata oltre che in difficoltà ad accedere a opportunità di formazione e promozioni. Questa mancanza di conoscenza e di informazione sulla salute e sul benessere dei lavoratori impatta sui vertici aziendali che si trovano a fronteggiare la gestione di lavoratori di età sempre più avanzata e che spesso sono affetti da malattie croniche. Le malattie croniche, dette anche malattie non trasmissibili, sono definite malattie a lungo termine e in genere con una lenta progressione che non si trasmettono tra persone (ad esempio diabete e le malattie cardiovascolari). Sebbene le malattie croniche siano tra le principali cause di problemi di salute a lungo termine nella popolazione in età lavorativa, le politiche nazionali in atto, nella maggior parte dei casi, non si focalizzano direttamente su di esse e non considerano le esigenze specifiche dei pazienti con patologie croniche che presentano spesso un andamento clinico variabile, in cui si alternano periodi di vita senza sintomi (ad esempio, durante la remissione in un tumore) e periodi di fragilità (ad esempio, durante i cicli di trattamento).

 

Le persone con malattie croniche ben gestite sono in realtà in grado di lavorare attenendosi al normale orario di lavoro e, se vengono messe in atto accomodamenti ragionevoli in termini di flessibilità di orario o di adattamento del luogo di lavoro, spesso riescono a rimanere e a reinserirsi nel posto di lavoro. Nel settore lavorativo la capacità di gestire malattie croniche complesse comporta notevoli vantaggi per i lavoratori, per i manager e anche per la società nel suo complesso. Poter mantenere in azienda ad esempio l’esperienza e la conoscenza di un lavoratore, anche se affetto da una malattia cronica, si rivela un fattore essenziale per conseguire buoni risultati in azienda così come nella produttività economica complessiva di un Paese.
È questo lo scopo del presente Training tool PER I MANAGER.

3. Come è stato sviluppato il
Training Tool?

Questo Training tool è stato sviluppato nell’ambito della Joint Action europea CHRODIS+, un progetto triennale che ha visto la collaborazione di 42 partner di 21 Paesi Europei per l’attuazione di buone prassi rivolte alle persone affette da malattie croniche.
Questo training si fonda su ricerche internazionali e sulle buone prassi connesse sia al tema dell’ inclusione in ambito lavorativo sia alla valutazione delle imprese rispetto al tema salute. È stato sviluppato sulla base di ricerche scientifiche, e di consulenza e di supporto di un gruppo di esperti internazionali, tra cui politici, professionisti, sindacati, ricercatori, associazioni di pazienti, divisioni delle risorse umane e rappresentanti di diverse agenzie internazionali. Si basa, inoltre, sul lavoro del progetto europeo Pathways (www.path-ways.eu) che ha delineato i punti criciali per le politiche del lavoro
rispetto alle malattie croniche, su report e linee guida internazionali e revisioni scientifiche volte ad identificare i training esistenti rivolti ai manager [1].

 

4. Principali vantaggi per i lavoratori

Nei programmi aziendali promuovere l’inclusione di tutti, ma anche l’inserimento, il mantenimento e il reinserimento lavorativo vuol dire comunicare attenzione e rispetto verso i lavoratori. In questo modo l’azienda dimostra ai lavoratori di tenere in considerazione il loro benessere e che, ad esempio in caso di congedo prolungato per malattia, si adopererà per assicurare il rientro al lavoro quanto prima
possibile se il lavoratore lo desidera. I lavoratori traggono vantaggio in quanto:

  • Continuano a percepire un reddito
  • Si sentono produttivi
  • Continuano ad avere un impegno di lavoro regolare
  • Evitano di entrare all’interno di sistemi predisposti
    per coloro che hanno una certificazione per
    disabilità che non valuta il reale funzionamento
    delle persone.
  • Percepiscono un senso di sicurezza e di stabilità

4. Principali vantaggi per l’azienda

I vantaggi per l’azienda consistono principalmente nel preservare la capacità lavorativa dei lavoratori e nel mantenere il personale attivo nelle sue funzioni, riducendo quindi il costo associato all’assicurazione per malattia e preservando la produttività della forza lavoro. Un manager che promuove l’inclusione mostra di mettere in pratica
valori come la valorizzazione della diversità e dell’inclusione, che contraddistinguono le aziende di successo. Altri vantaggi sono inerenti l’aumento della motivazione, dell’impegno della produttività e della fidelizzazione dei lavoratori qualificati, evitando costi aggiuntivi per il
reclutamento e la formazione.

  • In particolare: Viene evitata la stigmatizzazione sul
    posto di lavoro e si promuove l’inclusione
  • Si riduce l’impatto finanziario degli infortuni sul
    lavoro e delle assenze per malattia
  • Si predispone un approccio consapevole sul
    contenimento dei costi
  • Si garantisce il rientro al lavoro di lavoratori esperti,
    riducendo il tempo e le risorse economiche destinate al
    reclutamento e all’assunzione.

5. Come si usa training tool?

Questo Training tool per i manager si compone di 3 sezioni
e di un’Appendice che include casi esemplificativi e schede
informative su alcune delle malattie croniche più frequenti
sul luogo di lavoro, altri link utili e una pagina dedicata alla
terminologia.

Combattere discriminazione e stigma sul luogo di lavoro: promuovere l’inclusione

La discriminazione avviene quando una persona, a causa di particolari caratteristiche, riceve un trattamento meno favorevole rispetto a quello riservato ad altri, o quando una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri producono uno svantaggio specifico per una persona rispetto agli altri. La stigmatizzazione si verifica quando alcune differenze (o presunte differenze) si trasformano in etichette negative con cui vengono definite le persone stesse.
A causa di questi atteggiamenti, le persone affette da malattie croniche possono decidere di non comunicare la propria patologia e quindi di non chiedere gli adattamenti che potrebbero essere loro di aiuto. Comunicare la malattia è spesso difficile per persone affette da malattie croniche, in quanto esiste spesso una mancanza di consapevolezza rispetto al fatto che queste persone possano continuare a lavorare. Nel contesto della salute mentale, ad esempio, il fatto di non comunicare la propria malattia può comportare un peggioramento della patologia stessa che, a sua volta, può determinare un periodo ulteriormente prolungato di assenze per malattia a danno sia del lavoratore che del datore di lavoro. Il luogo di lavoro dovrebbe dunque favorire un clima in cui le malattie possano essere discusse in un ambiente percepito come sicuro.

[1] Lamore K, Dubois T, Rothe U, Leonardi M, Girard I, Manuwald U, Nazarov S, Silvaggi F, Guastafierro E, Scaratti C, Breton T & Foucaud J. Return to
Work Interventions for Cancer Survivors: A Systematic Review and a Methodological Critique, Int. J. Environ. Res. Public Health 2019, 16(8), 1343;
– Silvaggi F, Leonardi M, Guastafierro E, Quintas R, Toppo C, Foucaud J, Lamore K, Rothe U & Scaratti C, Chronic Diseases & Employment: An
Overview of Existing Training Tools for Employers, International Journal of Environmental Research and Public Health, 2019, 16(5), 781
– Nazarov S, Manuwald U, Leonardi M, Silvaggi F, Foucaud J, Lamore K, Guastafierro E, Scaratti C, Lindström J, Rothe U, Chronic Diseases and
Employment: Which Interventions Support the Maintenance of Work and Return to Work among Workers with Chronic Illnesses? A Systematic Review,
Int. J. Environ. Res. Public Health 2019, 16(10), 1864

Malattie croniche e lavoro: alcuni dati

1. Almeno un lavoratore su 4 è affetto da una o più patologie

Lavoro e malattie croniche: un problema emergente

Il numero di persone che convivono con una o più
malattie croniche è drasticamente aumentato
negli ultimi anni, innescando ripercussioni economiche
anche nel settore dell’occupazione.
La crescente prevalenza di malattie croniche è
dovuta a diverse ragioni.

  • In primo luogo, si è allungata l’aspettativa di vita
    con conseguente innalzamento dell’incidenza di
    patologie legate all’età;

     

  • In secondo luogo, tra la popolazione europea sono
    in aumento gli stili di vita non sani, come il fumo,
    l’assunzione eccessiva di alcool, l’uso di droghe,
    una dieta inadeguata e la mancanza di esercizio
    fisico;

     

  • Infine, le persone affette da malattie croniche sono
    a loro volta più soggette ad altre patologie
    croniche.

Tale compresenza di più patologie, oltre ad essere
una caratteristica intrinseca di alcuni tipi di
malattia, è legata all’impatto sul funzionamento
quotidiano che rende le persone più vulnerabili ad
altre patologie.
È comprovato che le persone con malattie
croniche hanno prospettive di impiego più
basse. Ad esempio hanno meno opportunità
professionali, difficoltà nell’ottenere proposte di
formazione e nel progredire nella carriera e
tendono ad andare in pensione prima. Tutti questi
fattori hanno l’effetto di ridurre il reddito e di
innalzare il rischio di povertà per questi soggetti e
per le loro famiglie. Sul luogo di lavoro, infatti, è
frequente un’ insufficiente consapevolezza
rispetto al potenziale che hanno i lavoratori
con malattie croniche di continuare a lavorare e
una mancanza di conoscenza degli strumenti che
possono rendere reale tale potenziale. Sussiste così
il rischio concreto che professionisti qualificati siano
esclusi dalla vita lavorativa.

2. Il luogo di lavoro svolge un ruolo fondamentale per migliorare la
salute dei lavoratori

Supportare i lavoratori con malattie croniche affinché continuino a lavorare

Il fatto di poter lavorare quanto più a lungo possibile,
assicura alle persone affette da malattie croniche una
routine quotidiana, ma è anche un fattore di
protezione per migliorare la qualità della vita e il loro
benessere. Pertanto, qualora il posto di lavoro non
abbia un impatto diretto sulla progressione della
malattia, i lavoratori possono scegliere di continuare a
lavorare. Al fine di promuovere un mercato del lavoro
inclusivo per tutti, è fondamentale ridisegnare il luogo
di lavoro, considerando non solo l’ambiente fisico, ma
anche l’ambiente sociale. Infatti spesso le malattie
croniche sono accompagnate da stigmatizzazione e da
una mancanza di consapevolezza sul fatto che queste
persone possono continuare a lavorare con i dovuti
adattamenti. Talvolta, ciò implica che le malattie
croniche vengano erroneamente considerate una
questione privata dagli stessi malati e/o dai loro
manager.

3. Promuovere il mantenimento e il rientro al lavoro di lavoratori
qualificati rappresenta un vantaggio per la persona e per l’azienda

Promuovere il rientro al lavoro dopo un
congedo per malattia: i programmi di ritorno al
lavoro

Quando i lavoratori si ammalano o hanno un
infortunio, spesso viene intaccata la loro capacità
lavorativa, soprattutto in mansioni che richiedono
manodopera qualificata. Non appena il lavoratore è in
grado di rientrare, è nell’interesse di tutti favorirlo in
qualche modo. Spesso a tale scopo vengono messi in
atto programmi formali di rientro al lavoro (RTW,
Return to Work), ovvero piani aziendali volti a
consentire il reinserimento nel luogo di lavoro di
lavoratori che hanno avuto una malattia o un
infortunio dopo un periodo di congedo per malattia.
L’obiettivo di tali programmi è quello di consentire il
rientro al lavoro dei lavoratori appena possibile a
livello medico. Un programma di ritorno al lavoro ben
concepito produce vantaggi sia per l’azienda che per i
lavoratori. Per i l’azienda un programma RTW presenta
i seguenti vantaggi: mantenere in azienda lavoratori
con esperienza, ridurre il ricambio di organico,
migliorare le relazioni con i lavoratori, innalzare la
produttività e ridurre i costi.
Il rientro al lavoro richiede un attento coordinamento
e una considerazione delle esigenze dei vari soggetti
interessati; in realtà, è un processo complesso in
quanto intervengono diverse persone, non solo i diretti
interessati.

Mantenere al lavoro le persone affette da
malattie croniche: gli accomodamenti
ragionevoli

Per mantenere al lavoro le persone affette da
malattie croniche sono necessari una serie di
accorgimenti, o accomodamenti ragionevoli, che
possono essere apportati nell’ambiente di lavoro.
Dovrebbero essere messi in atto accomodamenti
ragionevoli per consentire alla persona qualificata
che è affetta da una malattia cronica di svolgere le la
mansione più facilmente/più agevolmente al fine di
garantire a tutte le persone la possibilità di godere dei
diritti umani. Tali soluzioni possono includere
modifiche o adattamenti all’ambiente fisico di lavoro,
come l’accesso alla sala da pranzo, alle riunioni o agli
eventi sociali, ecc. Altre possono richiedere invece una
formazione dei colleghi rispetto alla situazione legata
alla condizione medica. Alcuni di questi cambiamenti
possono essere programmati in anticipo, mentre altri
sono il risultato di accordi che derivano da uno
specifico problema per cui la persona fatica a svolgere
un determinato compito (per ulteriori dettagli, cfr.
sezione 3.5). Un approccio in grado di agire
sull’ambiente così come sulla persona permette infatti i
maggiori risultati per tutti.